Bioapicoltura

Faccio l’apicoltore ed il mio tempo è dedicato alla cura e al benessere delle Api, senza subire le scelte di nessuno.

“L’agricoltura è l’unica forma di schiavitù che posso accettare”

Alessandro Pastorino ha 52 anni, è nato a Genova ma ha sempre vissuto nel Monferrato, ha una estrazione commerciale ed industriale, ha iniziato a lavorare molto giovane e in passato ha avuto un’impresa di successo che lo ha portato a viaggiare in tutto il modo per promuovere il suo prodotto e ad accrescere la sua esperienza. Cresciuto in campagna, ma vissuto solo ai suoi margini per molti anni, ha scelto di lasciare le attività commerciali, per dedicarsi alla sua più grande passione di sempre, la campagna. Solo stare all'aria aperta gli dava la sensazione di libertà. Il suo sogno? Produrre in regime biologico e di alta qualità, tutti i prodotti che derivano dalle Api, rispettando, per prima cosa, il benessere delle Api.

Oggi si prende cura della sua terra a Castelletto Monferrato, in provincia di Alessandria, e sta costruendo un’azienda apistica che si chiama Bioapicoltura.

Fin da piccolo Alessandro sentiva il desiderio di fare l’agricoltore e dedicarsi completamente alla campagna, già in passato aveva ereditato un allevamento di cavalli dal Nonno Tedesco, ma il lavoro, gli impegni i continui e obbligati viaggi all’estero, lo hanno, solo momentaneamente distolto dalla sua passione…la terra. “Solo una giornata passata all’aria aperta riusciva a regalargli la gioia e l’energia” anche durante i viaggi di lavoro, ha sempre cercato di dedicarsi qualche ora di campagna.

Alessandro allora si è fermato, ha rinunciato al lavoro commerciale ed ha iniziato a vivere in campagna, in una casa della propria famiglia, nelle vicinanze di Alessandria per poter fare l’orto, tenere qualche gallina, ed iniziare ad apprezzare il faticoso lavoro che le Api fanno per la loro colonia. “ All’inizio era tutta teoria, poi sono arrivate le prime consapevolezze, tanta fatica, e le prime soddisfazioni”. Ma il senso di libertà che gli genera, non ha prezzo.

Per fortuna mi sento libero di sbagliare in maniera consapevole Molti amici, però, non hanno fatto altro che aspettare il momento in cui Alessandro sarebbe tornato indietro. “Risentimento? Mai provato. Non ho subìto le scelte di nessuno – spiega lui – e per fortuna mi sento libero di sbagliare in maniera consapevole”. In tanti, quando possono, oggi lo vanno a trovare, “ma non capiscono fino in fondo la mia decisione. La vedono come una scelta troppo estrema”.

La giornata è strapiena: “Mi sveglio, molto presto, do da mangiare ai cani, e galline, poi vado a lavorare”. Alla sera quando Alessandro rientra si impegna a scrivere progetti, rispondere a bandi, districarsi tra i documenti: “La burocrazia in agricoltura è un problema e in più siamo in Italia – sorride. – Lo Stato non mi ha mai aiutato e in generale non aiuta chi vuole tornare alla terra. Ci sono finanziamenti di ‘primo insediamento’ per chi ha meno di 40 anni e apre una partita iva agricola, è vero: ma aimè beneficiarne è difficile. Meglio cavarsela da soli, rimboccarsi le maniche e farne a meno”.

Lavorare la terra per Alessandro significa ascoltarla. “Se stai un anno in campagna ti accorgi molto di più di quanto sia pieno di sfumature il cambiamento dall’inverno all’estate e dall’estate all’inverno. Le mezze stagioni esistono ancora, eccome”, spiega.

Il mio primo obiettivo è produrre facendo stare bene le Api e allo stesso tempo far quadrare i conti.

Il futuro? Alessandro ha lavorato sodo per aprire la sua piccola Azienda: “Il mio primo obiettivo è produrre facendo stare bene le api e allo stesso tempo far quadrare i conti”, racconta. In più sogna di lavorare nel mondo, facendo conoscere il prodotto delle proprie Api. E “vorrei aiutare le altre persone che decidono di tornare alla campagna per rendere il loro passaggio il meno traumatico e realistico possibile”. Consigli? Per prima cosa non agire da soli, trovare maestri che sappiano alleggerire le difficoltà e dare coraggio. “Devo molto al mio Maestro e lo voglio ringraziare pubblicamente, nel trasmettermi la sua quarantennale esperienza, grazie Giuseppe.

“Poi bisogna trovare un posto che costi poco e indebitarsi il meno possibile con le banche, perché in agricoltura i margini di guadagno sono piccoli, soprattutto all’inizio”. E infine fare rete: “Il mutuo aiuto è faticoso ma esiste anche in campagna e dà calore e colore alle giornate”.

Uno dei ricordi più belli di Alessandro è stata la soddisfazione durante la seconda estate di produzione del miele: “Le piante che producono il nettare da cui poi si ricava il miele non fioriscono tutte insieme, ma non l’avevo mai notato – racconta –. È un tripudio di colori e profumi che conosco solamente perché me li hanno insegnati le api”. Per ora Alessandro vive nella casa della sua Famiglia, sogna di avere 500 cassette di api, produrre miele biologico, Api Regina e tutti i derivati. Guadagno? “L’agricoltura, anche in zone depresse come quella dove io vivo credo possa generare reddito. Ma per ora – conclude – i margini di profitto vengono assorbiti da moltissime spese”.

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